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Février 29

Lavorare in Thailandia parte I°

IMG_9987Basta con i sentimentalismi. Ho parlato sin troppo di quanto l’incontro con Alee, mon mari, abbia stravolto la mia esistenza. Belle parole, phatos alle stelle, ma poi: “una come te che ha studiato una vita, che cosa fa in Thai?” chiede chi segue il mio blog. Alcuni vorrebbero cambiare vita, cercare lavoro all’estero, e i tropici risuonano come un’alternativa possibile. In questo e nei post che seguono, voglio rispondere alle domande più frequenti sulle possibilità di lavoro in Thailandia, quali: “potrei aprire un ristorante?", “posso fare il fisioterapista?", “il musicista?” “qual è la richiesta di lavoro?", per menzionarne alcune.

L’argomento è difficile da spiegare e da capire, poiché questa è l’altra parte del mondo. Leggi, regolamenti e codici culturali sono impossibili da comprendere, nessuno spiega nulla – la spiegazione in generale non fa parte della cultura Thai! – e i documenti da preparare sembrano non finire mai. Immaginate di fare la spesa in un supermercato affollato con gli occhi bendati, le orecchie piene di acqua e la bocca imbavagliata: ora cercate latte. Io ho cercato lavoro all’interno di questo supermercato portando sulle spalle una carogna che prendeva a morsi pensieri lucidi, aspettative, speranze oltre a quel senso di autostima che a quarant’anni devi aver raggiunto per forza.

Per lavorare in Thailandia occorre un permesso di lavoro, che può essere rilasciato dalla società in cui si viene assunti ma questo prevede accordi già stabiliti: è il caso di chi lavora per grandi multinazionali, par exemple,. Non il mio.

IMG_9963Se cerchi lavoro, la cosa più importante è capire come rimanere sul territorio Thailandese per un lungo periodo, anche solo per cercartelo il lavoro (non è possibile stare in Thai oltre 90 giorni, per questo anche un Visto per turismo dura al massimo tre mesi, poi devi uscire). Il permesso di lavoro va a braccetto – passatemi il termine – con il visto di soggiorno. Io non sono in grado di fornire istruzioni generali poiché, come già detto, questa è l’altra parte del mondo e ogni caso è a sé e come tale va considerato. En plus de, il visto viene rilasciato a discrezione dell’ufficiale in turno, che può chiederti anche Marte. Ho compreso regole e documentazione da quando “frequento” regolarmente l’Ufficio Immigrazione di Phuket. Per la pratica che spiego, è possibile affidarsi ad agenzie locali che fanno visti e permessi, io ho preferito fare da sola rischiando l’esaurimento nervoso – vero pure che la mia indole ribelle mi ha impedito di pagare qualcuno per vivere con mio marito. Segue la mia esperienza. Iniziamo.

L’Ufficio Immigrazione di Phuket mi ha rilasciato il permesso di lavoro grazie al mio NON-IMMIGRANT Visa, ovvero un visto di lungo periodo (365 giorni) – risultato di un calvario che non ammette sconti! Prima di partire, l’Ambasciata Thailandese in Italia mi ha consegnato un NON-Immigrant Visa “O” – una sorta di visto per il ricongiungimento familiare – della durata di tre mesi sulla base del certificato di matrimonio datomi dal mio comune di residenza (rimando a un altro post la pratica matrimoniale in Thai, che da ultimo ha visto la trasmissione della registrazione dell’atto matrimoniale da parte dell’Ambasciata italiana a Bangkok presso mio comune). A un mese dallo scadere del Visto, ho seguito la pratica per la richiesta di un NON-IMMIGRANT Visa “O” della durata di un anno.

Di seguito la documentazione in duplice copia da presentare per il Visto: copia della pagina del passaporto con la foto e i dati; copia dei visti precedenti; copia della carta d’imbarco; copia della carta d’identità di Alee; certificato di matrimonio Thai recente (Kor Hor 2, rilasciatomi dal distretto a cui afferisce Kamala, dove vivo). Fin qua, tutto chiaro e intuitivo. Proseguo: copia del contratto d’affitto della casa in cui vivo (e se vivi a casa di tuo marito? Domanda inutile, bisogna sottoscrivere un contratto d’affitto. Il contratto d’affitto deve poi essere depositato all’Ufficio Immigrazione che fornisce una ricevuta dell’avvenuto deposito); copia del deposito del contratto d’affitto; copia della carta d’identità del padrone di casa; copia del book house (una specie di carta d’identità di casa). Attenzione: il numero civico presente sul contratto d’affitto, sulla carta di identità del padrone di casa e sul book house deve essere lo stesso. Perché? Io non vivo col padrone di casa! Non esiste un perché, è così. Prendi o torni in Italia. Infine: fotografie in casa e in esterna con e senza gli sposi; in esterna deve essere presente il numero civico. Nel mio caso, l’ufficiale mi ha chiesto copia del certificato di nascita di Lanna e copia del book house in cui è registrata. E dove è registrata Lanna? Nel book house di Alee. Questa sembra più semplice da capire: in Italia, nel mio stato di famiglia è presente solo Lanna, mentre Alee è residente all’estero. Come se non risultassi nello stato di famiglia di Alee.

La questione dei numeri civici è difficile da comprendere e io, ad essere sincera, mica l’ho mai capita. Sta di fatto che in occasione della prima domanda di visto abbiamo dovuto cambiare casa poiché il proprietario abitava al 38/4 e noi al 40/8. Oggi vivo al 47/7 e il proprietario al 47/6.

FullSizeRender (1)Dal 2014 rinnovo il mio NON-IMMIGRANT Visa “O” ogni anno. Da aprile del 2015 ho il permesso di lavoro e da settembre faccio la psicologa ai tropici. Si procede per gradi e aggiustamenti continui. A chi parte per la Thailandia da solo e senza agganci in cerca di lavoro, io consiglio di richiedere all’Ambasciata Thailandese (a Roma) o al Consolato (presenti in tutte le grandi città italiane) un visto turistico della durata di tre mesi in modo da conoscere e studiare questa realtà che, di primo acchito, sembra chiudere ogni possibilità di integrazione. Infine, è indispensabile armarsi di pazienza, costanza e sangue freddo. Carattere e motivazione faranno il resto. La mia motivazione si chiama Lanna. Mentre io ho vissuto una relazione a distanza per i primi anni, mia figlia deve vivere con mamma e papà vicino.

To be continued as usual…

2 Commentaires

  1. Alberto

    Ciao Debbi bel post! Mi è piaciuto tanto

    1. Debora Previti

      Albert

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